Come ottenere il bollino blu per la propria caldaia

Ogni elettrodomestico o strumento che migliora ogni giorno le condizioni di vita degli abitanti di una casa è bene che venga controllato e mantenuto in salute sia per non rischiare di doverli ricomprare e quindi spendere soldi inutilmente, che per proteggere la salute delle persone che abitano nella casa. Tra le strumentazioni che vanno controllate periodicamente c’è sicuramente la caldaia. Questo macchinario, tramite processi di combustione, riscalda l’acqua che scorre nei tubi dell’impianto di riscaldamento e quella che esce direttamente da rubinetti e docce.

Controlli periodici della caldaia: quali sono obbligatori e quando farli

La legge italiana prevede che ogni caldaia vada sottoposta periodicamente alla certificazione del bollino blu che conferma il fatto che i prodotti di scarto del macchinario, eliminati nell’aria sotto forma di fumi non superino il limite previsto per garantire la salute di tutti gli inquilini. L’attestazione del bollino blu può essere rilasciata solamente da tecnici autorizzati del Comune di residenza, questa operazione è separata dalla revisione della caldaia. Queste due operazioni, delle quali solo il bollino blu è obbligatorio per legge anche se la revisione è altamente consigliata, possono essere svolte dalla stessa ditta di manutenzione. La cosa più conveniente, avendo entrambi delle scadenze entro cui essere rinnovati, è affidare tutto nelle mani della stessa ditta che provvederà a contattare l’utente per prenotare la visita di controllo.

Il primo bollino blu va fatto la prima volta che si utilizza la caldaia e di solito coincide con il momento dell’installazione della stessa. Dopo di che il bollino va aggiornato a cadenza di qualche anno l’uno dall’altro. La frequenza con la quale va rinnovato il bollino blu viene calcolata dai professionisti in base al tipo di caldaia, alla posizione in cui è collocata e a quanti anni di vita ha. Solitamente la cadenza con cui deve essere rinnovato il bollino blu è annuale, oppure ogni due o quattro a seconda delle esigenze e dallo stato della caldaia.

Tipologie di caldaie

Esistono diversi tipi di caldaie con funzionamenti diversi, alcune che sfruttano il vecchio funzionamento a gas e altre più moderne che utilizzano nuove tecnologie  di combustione. La tipologia di combustibile è sostanzialmente la cosa che caratterizza e che varia: le caldaie a gas sono le più comuni e funzionano attraverso due circuiti, uno idraulico dove passa l’acqua che deve essere riscaldata e l’altro dove passa il gas che la riscalda.

Ci sono poi le caldaie a metano, gas facilmente reperibile e dal costo esiguo; altre ancora sono alimentate a GPL, ancora meno inquinante del metano ma a differenza di quest’ultimo, il GPL non è distribuito dalla rete nazionale per cui insieme alla caldaia andrà installata anche una bombola dove conservare il gas. Le caldaie si distinguono anche in base alla potenza che sviluppano: le caldaie murali sono quelle in acciaio anticorrosione e possono avere la canna fumaria oppure no.

Le caldaie murali con la canna fumaria sono quelle di tipo A e vengono anche dette a camera aperta; questi dispositivi come suggerisce il nome non possono essere montati in ambienti chiusi e devono stare all’aperto e in un ambiente ben ventilato. Le caldaie murali a camera stagna al contrario non hanno la canna fumaria e sono perfette per essere installate all’interno delle abitazioni.

Costi manutenzione caldaia

Per farsi un’idea di quanto costa la chiamata del tecnico per ottenere il bollino blu, che, ricordiamolo, è obbligatorio, vi riportiamo alcuni esempi pratici: la revisione e il bollino blu insieme possono andare dai 50 ai 90 euro; se bisogna aggiungere dei lavori di manutenzione ordinaria il prezzo può salire fino a 150 euro o addirittura fino a 500 euro nel caso di manutenzione extraordinaria.

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