La corsa cinese all’innovazione tecnologica

Gli ultimi anni sono stati testimoni di un clamoroso avanzamento tecnologico da parte della Cina, grazie in primis ad una grande ambizione ed ad un forte sostegno governativo, al quale si accompagna anche un sistema di controllo che ha più volte messo in difficoltà e bloccato la strada ad altre realtà cinesi che andavano in direzione diversa rispetto alla morale condivisa. In generale però, il divario con gli Stati Uniti si sta colmando sempre di più e la Cina è arrivata a porsi come uno vero grande rivale nei settori dell’alta tecnologia.

Presente e futuro dell’innovazione tecnologica cinese

La Cina spadroneggia già nel comparto delle telecomunicazioni, dove i colossi Huawei e Xiaomi si attestano al secondo e quarto posto nelle vendite di smartphone, mostrando nel 2018 crescite da capogiro rispetto all’anno precedente, a fronte di un mercato stagnante o in flessione. La loro influenza è così importante da aver portato al fenomeno della creazione di piattaforme specificamente dedicate alle vendita di smartphone e tablet di fabbricazione cinese, come il distributore GeekMall (qui trovate le recensioni di GeekMall)

Ma il grande dragone cinese ha altri grandi progetti per il futuro. Il suo obiettivo è di continuare la corsa all’avanzamento tecnologico imponendosi nei settori di punta dell’industria 4.0, radicando le sue ambizioni in due grandi progetti. La “One belt, One road” o nuova Via della Seta, ed il piano di innovazione digitale “Made in China 2015”.

Il primo è un colossale progetto di investimenti infrastrutturali che porteranno a un decisivo miglioramento dei collegamenti cinesi con il resto del mondo, a partire da Asia, Europa ed Africa. Comprende infatti le regioni che si trovano lungo l’Antica via della Seta e lungo l’Antica via della Seta Marittima. Verrà agevolato sia il traffico per via terrestre che quello per via marittima.

Il progetto Made in China 2025

Il progetto Made in China 2025, presentato dal presidente Xi Jinping nel 2015, è invece un ambiziosissimo piano di sviluppo tecnologico e digitalizzazione dell’economia cinese. Si tratta di piano di investimenti volto a dare un’accelerazione precipitosa alla modernizzazione del paese, tramite agevolazioni, sussidi ed aiuti in generale ad aziende che operano nei settori di punta della tecnologia. Stiamo parlando di 5G, robotica, intelligenza artificiale, auto elettriche, automazione industriale, ed altri settori di eccellenza high-tech.  I leader del paese si affidano per la conduzione di questa impresa alla smaniosa classe imprenditoriale cinese, che sarà la principale interprete di questa crescita, puntellandosi anche sulla consapevolezza che la Cina esporta gran parte della manifattura per l’elettronica di tutto il mondo (anche se deve a sua volta importare microchip).

Trattandosi di Cina dobbiamo sempre ricordarci della politica di chiusura del paese agli investimenti da parte di operatori stranieri. Anche nel progetto Made in China 2025 Pechino propone restrizioni sulle acquisizioni da parte di investitori non cinesi.

A questa politica restrittiva, la Commissione Europea ha deciso di opporsi proponendo di monitorare gli investimenti da parte di paesi terzi, in particolare le due maggiori economie, Stati Uniti e Cina, in diversi settori strategici. L’accordo relativo allo screening di acquisizioni straniere sarà votato nel maggio 2019.

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